Come verifichiamo un video di guerra prima di pubblicarlo
Quando un conflitto esplode, succede sempre la stessa cosa: il feed si riempie di video. Esplosioni, missili, città colpite. Alcuni sono autentici e appena girati. Molti no: sono vecchi, vengono da un'altra guerra, o sono direttamente costruiti per ingannare. Su Rassegnally pubblichiamo aggiornamenti tutti i giorni, e il primo lavoro è decidere cosa non pubblicare.
Il problema oggi è doppio. Da un lato la velocità: chi arriva primo prende le views, e questo spinge a pubblicare senza controllare. Dall'altro l'intelligenza artificiale, che permette di generare immagini e video falsi sempre più credibili. La pressione a sbagliare, in una giornata di guerra, è enorme.
Per questo abbiamo dei passaggi fissi. Si cerca la fonte originale del video, non la decima ricondivisione. Si controlla quando e dove è stato girato davvero, incrociando dettagli come la luce, le scritte, il meteo, i palazzi. Si confronta con quello che dicono fonti affidabili. Nel dubbio, non si pubblica.
È un lavoro invisibile: il pubblico vede solo i video che alla fine arrivano, non le decine che abbiamo scartato. Ma è esattamente lì che si gioca la differenza tra una pagina di cui fidarsi e una che rilancia tutto pur di esserci.
Verificare costa tempo e, a volte, costa anche la notizia: mentre noi controlliamo, qualcun altro ha già pubblicato il falso. Va bene così. Preferiamo arrivare un minuto dopo con qualcosa di vero che un minuto prima con qualcosa che non lo è.