Esserci sui social sì, ma come?
C'è un modo veloce per far crescere una pagina: inseguire ogni trend, cavalcare l'indignazione, pubblicare la cosa più becera che gira perché tanto gira. Funziona, nel senso che i numeri salgono. Quello che non sale è il motivo per cui qualcuno dovrebbe fidarsi di quella pagina.
Noi facciamo una cosa diversa, e costa di più. Verifichiamo prima di pubblicare. Aspettiamo il documento invece di rincorrere l'indiscrezione. Diciamo di no a contenuti che porterebbero views ma tradirebbero il patto con chi ci segue. Sui social essere presenti è facile; il punto è come ci stai.
Non facciamo nomi, ma il paesaggio lo conosciamo bene: pagine costruite sul rumore, che esistono finché regge l'algoritmo e svaniscono quando cambia. Noi vogliamo costruire qualcosa che resti, una community che torna perché sa cosa aspettarsi.
Gira un trend che dice più o meno così: nella tua vita incontrerai qualcuno che ti dirà che il giornalismo vero è solo quello tradizionale, ed è molto importante che tu non lo ascolti. Vale anche al contrario. C'è chi ti dirà che sui social conta solo arrivare primi e fare numeri, a qualsiasi costo. Anche quella persona è meglio non ascoltarla.
Qualità e crescita non sono nemiche. Ma se devi scegliere quale viene prima, noi scegliamo la qualità. È più lenta, ed è l'unica cosa che, alla lunga, non puoi farti copiare.