Future Proof Brands: due giorni tra i brand che guardano avanti
Che hit
Da buona ragazza della GenZ non potevo iniziare la mia riflessione su questi due giorni di Future Proof Brands con: “Con sono stata all’evento organizzato da…”
Perché sì, i due incontri organizzati da Andrea Girolami sono stati delle hit, soprattutto per una ragazza come me, con una forte passione per la comunicazione aziendale.
Sono anni che studio sui libri e preparo progetti per esami, ma poi la realtà lavorativa è ben diversa. È un settore, il nostro, affascinante e per certi aspetti misterioso, che mi lascia sempre tanti interrogativi sul nostro ruolo di comunicatori, sulla responsabilità nei confronti dei clienti e di chi ci segue e soprattutto sul cambiamento rapido e costante del panorama mediatico.
Due takeaways che mi porto a casa
Innanzitutto, è stato bello poter dialogare insieme. Domande, osservazioni, case study. Mi piace pensare che al lavoro non si debba solo fare fare e fare, ma si possa anche collaborare e darsi spunti e consigli a vicenda.
Mi è rimasta impressa una metafora di Andrea, che più o meno diceva così:
“Lì fuori è come una discoteca. Rumore e volume altissimo. Troppe informazioni e chiasso. Voi dovete trovare il modo di “abbordare”, dovete dire qualcosa per cui l’altro si gira e parla insieme a te”
Custodirò queste parole e proverò a metterle in pratica nel mio lavoro quotidiano a Rassy, per far sì che le persone lì fuori nonostante “il rumore e volume altissimo” si fermino ad ascoltare quello che abbiamo da dire. Perché sì, abbiamo tante cose ancora da dire.