Il futuro è Substack, e noi ci siamo allargati
Negli ultimi mesi, dentro l'ecosistema Rassegnally, sono nate cose nuove. JOAT, la newsletter di Gio per chi sa un po' di tutto e non si sente esperto di niente. In Mezzo, quella di Daria sulla linea di confine tra online e offline. E Comunque, l'audio quotidiano su WhatsApp con cui Benny mette in fila le notizie del giorno.
Le mettiamo insieme perché raccontano una direzione precisa. Substack e le piattaforme di newsletter sono diventate il posto dove l'informazione torna a costruire un rapporto diretto con chi legge, senza algoritmo in mezzo. Ci abbiamo investito, e l'ecosistema informativo che abbiamo intorno si è ampliato.
Qui c'è la doppia natura di Rassy. Da un lato siamo un'agenzia: costruiamo testate social e percorsi editoriali per editori, aziende e istituzioni. Dall'altro siamo una media company che produce media propri, da Rassegnally a Pausa, fino a queste nuove voci.
Le due cose si tengono. Quello che impariamo facendo i nostri prodotti, le metriche, i formati, il rapporto con la community, lo portiamo nel lavoro per i clienti. E viceversa: il metodo che usiamo per le testate degli altri è lo stesso con cui facciamo crescere le nostre.
Avere media propri non è un di più rispetto al mestiere di agenzia. È il modo in cui restiamo una redazione vera, con le mani dentro l'informazione tutti i giorni, e non solo chi la fa fare ad altri.